ProPAXsim

PorPAXsim

Uno spettacolo Manicomico
suggerito da Aristofane

Una coproduzione di
Teatro Strappato
&
Fraternal Compagnia

ProPaxsim è uno spettacolo comico ispirato al testo La Pace di Aristofane, che esplora l’assurda ricerca della pace in un mondo segnato dalla guerra e dall’irrazionalità, trasportando la comicità del grande autore greco fino a un manicomio popolato di maschere.

L’opera è una coproduzione 2026 delle compagnie Teatro Strappato (Francia) e Fraternal Compagnia (Italia), con testo originale di Luca Comastri, regia di Vene Vieitez e maschere originali create da Teatro Strappato.

NOTE DI REGIA
di Vene Vieitez

ProPaxsim riflette sull’assurdità che attraversa il mondo contemporaneo, dove la guerra si presenta frequentemente come un’opzione razionale, quasi inevitabile, e la pace appare un concetto lontano e quasi irraggiungibile.

L’idea che propongo per questa messa in scena è che oggi solo i pazzi sono capaci di immaginare una via per la conquista della pace. Per questo, l’azione si svolge in un manicomio, uno spazio dove la razionalità lascia il posto alla spontaneità, dove i personaggi rispondono in modo genuino e veritiero a ogni stimolo, senza strategie né calcoli, evidenziando l’assurdità di un mondo che pretende di domare il male con la guerra.

La proposta scenica fonde la comicità di Aristofane con le maschere della Commedia dell’Arte, trasferendo gli archetipi e l’universo grottesco di questa tradizione nel contesto delirante di un manicomio. Il risultato è un esilarante carosello di tipi umani. Ogni maschera non è solo un gesto o un’espressione, ma un veicolo per esplorare la trasformazione costante dei personaggi: uno stesso interprete incarna molteplici identità, moltiplicando la popolazione della scena e creando un universo in cui lo straordinario e l’assurdo convivono in modo naturale. La maschera permette di amplificare le emozioni, esporre contraddizioni e rivelare la verità dei personaggi nella loro purezza, sottolineando che, in questo spazio, la follia non è un difetto, ma la via più onesta per comprendere la pace.

La messa in scena sarà minimalista, ridotta a pochi elementi essenziali, in modo che il focus ricada sugli interpreti e sui loro corpi, sui gesti e sulla capacità di trasformarsi, di passare da un personaggio all’altro. Questa economia di risorse serve soprattutto a rafforzare la sensazione di un manicomio popolato da molteplici voci e volti. Ogni maschera, ogni azione e ogni reazione contribuiscono a creare un tessuto comico e poetico che permette allo spettatore di vivere, in modo diretto e vivido, la paradossale realtà di un mondo in cui la pace sembra un delirio, e solo i pazzi possono immaginarla.

NOTE DI DRAMMATURGIA

di Luca Comastri

In un periodo storico permeato da conflitto e atrocità, affrontare il tema della Pace attraverso la comicità di Aristofane è una scelta immediata, che ci ha restituito in qualche modo il senso della possibilità. Le parole del commediografo ellenico si possono facilmente traslare nel mondo moderno, e portarci a chiederci: chi vuole davvero la Pace? E soprattutto perché?

La prima fase di lavoro di scrittura si è basata sulla completa ispirazione ad Aristofane mantenendo scene, parole e contesti, limitandosi a trasporli in un immaginario legato alla Commedia dell’Arte, attraverso l’identificazione di personaggi stereotipati e contaminando il testo originale con dialoghi e dinamiche proprie della commedia.

In un secondo momento ho abbandonato le parole dell’opera di Aristofane per portare una maggiore originalità, nata sia dall’esigenza di esprimere e condividere concetti, pensieri e paure che porta la guerra oggi, che dalla scelta di proporre un testo che possa essere comprensibile in diverse parti del mondo. Questo ha comportato una riduzione drastica delle battute in favore dello sviluppo dell’azione scenica.

Infine, dopo un confronto e condivisione con tutti gli artisti coinvolti e la scelta del regista di ambientare lo spettacolo in un manicomio, è nata una ulteriore rivisitazione originale, che vede i personaggi all’interno del testo di Aristofane avvolti da una contagiosa follia donchisciottesca; una missione quasi impossibile che porta l’attenzione non solo sulla necessità di una pace immediata, ma anche sui paradossi della nostra condizione sociale.

ProPAXsim
Una coproduzione di
Teatro Strappato (Francia)
e
Fraternal Compagnia (Italia)

Testo di Luca Comastri
Regia Vene Vieitez

Con: Cecilia Scrittore, Tania Passarini, Luca Comastri e Vene Vieitez

Maschere e costumi originali: Teatro Strappato

Distribuzione: Fraternal Compagnia